Intervista con Giovanni Covato, allenatore della Toscana Atletica Empoli Nissan Brogi e Collitorti, specializzato nei lanci.

-Giovanni, riprendere l’attività di allenatore, per te, si tratta di un ritorno alle origini.

Sì, dopo 20 anni, nel 2016 ho ricominciato ad allenare in questa società, l’Atletica Empoli, nella quale ho fatto l’atleta e l’allenatore fino al 1996, quando poi, per impegni lavorativi, ho dovuto mettere da parte questa passione. .

-Per quale motivo hai deciso di ricominciare a coltivarla questa passione?

Quando smisi, lo feci a malincuore. Questo sport, per me, è sempre stato un qualcosa che avevo dentro. Con la società sono sempre rimasto in ottimi rapporti, e qualche tempo fa portai mio figlio ad allenarsi qui e lo accompagnavo alle gare. Più che passava il tempo, e più mi rendevo conto di essere nel posto giusto, ma nel ruolo sbagliato. Così, parlando con il presidente, abbiamo deciso di ripartire, anche perché ultimamente i miei impegni lavorativi sono più gestibili.

-La tua specializzazione, abbiamo detto, sono i lanci.

Sì, esattamente. Da quest’anno, la società ha deciso di abbinare, anche nella categoria Cadetti, agli allenamenti per tutte le discipline, alcuni allenamenti più mirati, per i ragazzi più dotati, nei lanci, nei salti o nella corsa. Io mi occupo dei primi. Si tratta, a mio avviso, di un bel segnale da parte della società, perché se è vero che le strutture non consentivano di crescere atleti specializzati nei lanci, da quest’anno ci stiamo attrezzando.

Oltretutto, mi piace sottolineare come i lanci possano appartenere a qualsiasi età, un po’ come tutta l’atletica. Vorrei che passasse il messaggio che iniziare a fare sport, o magari cambiarlo, se quello vecchio ci ha annoiati, si può, a tutte le età. Ai nostri tempi si iniziava spesso a fare sport nelle associazioni a 14-15 anni. Adesso, a quella età, i ragazzi sembrano già troppo in là per cominciare qualcosa di nuovo, ma è un concetto sbagliatissimo.

-Come ti sei trovato a tornare in questa società dopo tanti anni?

La più bella soddisfazione è vedere ragazzi che ho visto crescere sportivamente, che oggi fanno gli allenatori. Significa che il nostro messaggio, i valori che abbiamo cercato di trasmettere, hanno avuto comunque una valenza importante nella loro vita, e questo non può che essere una grande soddisfazione per chi ama fare sport ed insegnarlo.

Fonte: Ufficio Stampa

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