C’erano tantissime persone, a San Miniato, per salutare Simone Buti. Il centrale della Torre, infatti, mosse i primi passi con il volley proprio con la Folgore San Miniato che sabato pomeriggio, nel suo impianto, lo ha voluto riabbracciare. “Quando sono entrato in palestra, un brivido mi è scorso sulla pelle – dice Buti – è stato come se fosse la prima volta”.

Alla cerimonia c’era Lorenzo Dallari di Sky Sport, ma anche il sindaco Vittorio Gabbanini e alcuni allenatori che hanno seguito Buti in giallorosso, tra cui Gianluca Bastiani, Isaia Cervigni e Alessandro Lazzeroni.

“Non si stancava mai – dicono i dirigenti della Folgore – aveva una grande grinta e, al di là delle doti atletiche, riusciva in breve tempo anche a migliorare tecnicamente. Fin da subito mostrava grande attitudine al lavoro e i suoi sacrifici sono stati ripagati alla grande”.

Simone Buti giocò a San Miniato dal 1997 al 2003, quando passò a Livorno, in serie B. Poi una lunga trafila in diversi club formazioni di serie A e nel 2010 debuttò in nazionale. In estate, invece, ha conquistato la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio, cedendo solo in finale al Brasile: nella semifinale contro gli Usa è stato lui a firmare il muro decisivo che ha regalato il successo agli azzurri. “In quel momento sono scoppiato in lacrime – spiega Buti – la gioia è stata immensa”.

14238091_727581260713933_6851443547703594588_n-300x225 L'argento olimpico Simone Buti ospite della Folgore San Miniato, lì dove tutto ebbe inizio

Fonte: Folgore San Miniato Pallavolo

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Filippo Latini

Filippo Latini segue per Valdelsa Sportiva tutto il volley del comprensorio del cuoio e dell'empolese valdelsa

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